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Assemblea con i membri della seconda generazione di NSWAS

mercoledì 4 marzo 2015

Tra le più importanti questioni che le comunità “intenzionali” devono affrontare c’è quella di come andare avanti, nel momento in cui la generazione dei fondatori invecchia e la comunità cresce.

Se i primi membri, i fondatori, hanno agito mossi da idealismo, con ottimismo ed entusiasmo per una causa e hanno creato dal nulla un villaggio con grandi sacrifici, la nuova generazione e i nuovi residenti invece hanno di fronte un villaggio già ben organizzato e devono affrontare sfide differenti.

La maggioranza dei membri fondatori di NSWAS è formata da persone di 50-60 anni e oltre. Perciò, nel momento in cui ci prepariamo a costruire nuove case, nel primo stadio della nostra espansione, la questione di come andare avanti è per noi di primaria importanza.

Il 4 febbraio 2015 si è tenuto un incontro per discutere alcuni temi riguardanti i membri della seconda generazione e i nuovi candidati a vivere qui. Molti dei giovani nati e cresciuti nella comunità sono ora ventenni e trentenni. Alcuni sono già sposati, altri sono ancora all’università.

All’inizio dell’assemblea, Adnan Manaa, sindaco del Villaggio, ha presentato alcune questioni.

Attualmente ci sono 88 membri della seconda generazione o candidati a diventare membri del Villaggio che hanno più di 18 anni. Questo numero equivale più o meno a quello dei membri della prima generazione, che sono 95.

Tuttavia, solo 17 di questi giovani sono stati accettati come membri e solo una di loro (Nadeen Nashef) è a libro paga nel villaggio, e Karin Shbeta lavora come volontaria (entrambe lavorano nel Nadi, il circolo giovanile).

La questione dell’appartenenza come membri, e le condizioni che la regolano, è stata uno dei temi più importanti della discussione.

All’incontro – che comprendeva anche l’approvazione del bilancio annuale della municipalità e dell’hotel – hanno partecipato 60 persone, un quarto delle quali erano membri della seconda generazione o candidati.

I giovani sono stati invitati a sollevare i temi che stavano loro più a cuore, con riferimento, ciascuno, alla propria posizione e impegno nel Villaggio. Allo stesso modo i membri più anziani sono stati invitati a rispondere.

Di seguito, alcuni dei punti trattati durante l’incontro:

Il fatto di essere membri del villaggio deve o dovrebbe dare il diritto di costruire nell’area del villaggio? Il modello seguito è stato quello di conferire diritto di costruire soltanto a coloro che siano stati accettati come membri del villaggio. È possibile o, almeno, desiderabile slegare le due cose? Dato che attualmente abbiamo aree edificabili molto ridotte, questo impedirà del tutto la possibilità di accettare nuovi arrivati che non sono cresciuti nel villaggio? È stato deciso che tale aspetto richiede ulteriore riflessione.

Questione legata a quanto detto è se sia possibile, o desiderabile, permettere o richiedere la costruzione di case bifamiliari nelle aree edificabili rimanenti. Dato che riguardo a questo tema esistono problemi legati alle norme per la costruzione, è stato deciso che anche questa questione richiede un’ulteriore riflessione.
Tra le varie prese di posizione espresse dai giovani e dagli adulti durante l’assemblea riportiamo le seguenti:

“La garanzia dell’appartenenza come membri al villaggio per i giovani deve essere legata alla loro volontà di essere attivi nella comunità e nelle sue istituzioni.”

“L’appartenenza come membri dovrebbe essere garantita su basi individuali, piuttosto che essere automatica.”

“Noi, che siamo nati, cresciuti ed educati nel Villaggio, vediamo in modo naturale la nostra vita e il nostro futuro legati al Villaggio. Attualmente alcuni di noi vivono fuori dal villaggio, per motivi di studio o lavoro, tuttavia è importante continuare il nostro legame e il nostro impegno a favore della comunità. Perciò vogliamo sapere se sarà possibile rimanere impegnati e ritornare come membri.”

“È tuttora importante accettare nuovi arrivati, che non sono cresciuti nel villaggio. Non vogliamo diventare una comunità dominata da ‘famiglie allargate’ (alahmal/’hamulot).”

“Mi sento in imbarazzo perché alcuni nostri figli vogliono ritornare ed essere coinvolti nel villaggio, e noi non offriamo loro un’opportunità adatta. Invece dobbiamo incoraggiarli in tale direzione.”

“I giovani hanno bisogno di essere resi più corresponsabili nell’assunzione delle decisioni. Devono poter contare nella scelta del tipo di Villaggio in cui vivono.”
“Sono commosso per il fatto che così tanti ragazzi sono cresciuti con un forte desiderio di restare nella comunità. Questa è la miglior prova del fatto che abbiamo lavorato bene.”

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