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Un’altra edizione di successo del programma Massa - Massar

domenica 20 marzo 2016

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Massa - Massar ("Il Viaggio") offre l’opportunità a un altro gruppo di giovani di esplorare le rispettive culture

10-13 marzo 2016: un gruppo di 30 adolescenti - ebrei, musulmani e cristiani - esplora diverse comunità religiose e culturali di Israele attraverso un’attività di 4 giorni del programma ’Massa - Massar’ (“Il Viaggio"). Il programma viene organizzato ogni anno dal Pluralistic Spiritual Community Center (PSCC) a Wahat al Salam - Neve Shalom in collaborazione con la "Open House" di Ramle.

Mostrando ai giovani cittadini palestinesi e ebrei di Israele luoghi importanti per la storia e le religioni di entrambi i popoli, il programma mira a sviluppare una leadership comune di giovani che siano consapevoli sia della propria identità che delle identità culturali degli altri.

Il viaggio di quest’anno comprendeva diverse tappe. A partire da Ramle, il gruppo ha visitato l’Open House ("La casa aperta") – dove ha potuto ascoltare la storia molto toccante delle origini di questa casa. Ha visitato anche la casa/studio dell’artista locale Nihad Dabeet. Il gruppo si è spostato poi a Gerusalemme, tra siti culturali e religiosi della città. I giovani hanno potuto ascoltare le storie uniche di ogni luogo, o dalla loro guida o direttamente dai rappresentanti locali, ed entrare in discussioni animate.
Il gruppo ha celebrato lo Shabbat con una cena in una fattoria ecologica vicino a Gerusalemme. Il giorno dopo, attraverso una gita ha scoperto il convento cristiano nelle vicinanze della fattoria e il Santuario della tomba di Santa Elisabetta.
Il lunedì i giovani hanno visitato la moschea di Abu Ghosh e una sinagoga nel paese di Nataf.

Il Villaggio di Neve Shalom - Wahat al-Salam ha ospitato il programma per due notti. Ha rappresentato una tappa molto importante del viaggio, perché i giovani hanno potuto imparare dall’esperienza della comunità, basata su valori simili a quelli del programma del viaggio. I partecipanti hanno partecipato ad attività di gruppo nel Nadi (il club dei giovani) e visitato il Centro Spirituale Pluralistico e la Casa del Silenzio; hanno anche conosciuto l’idea fondante di Bruno Hussar.

L’ultima sera, si sono riuniti attorno a un falò vicino al Centro Spirituale Pluralistico, e hanno suonato il tamburo insieme.

Al termine del “Viaggio”, tutti i partecipanti hanno riferito che i quattro giorni sono stati un’esperienza bellissima. Le attività congiunte hanno fatto scoprire loro ciò che hanno in comune, piuttosto che farli concentrare sulle loro differenze. Il programma ha permesso a questi giovani di fare un passo verso una maggiore tolleranza e la comprensione della cultura dell’altro. Ha anche permesso loro di creare ponti in modo aperto e amichevole.
Dopo il viaggio
I giovani hanno subito creato un gruppo Whatsapp® in cui sono stati molto attivi, tutti i giorni. Sono molto creativi e anche dopo il viaggio insieme si sentono ogni giorno. Si scambiano degli scherzi, foto e altre cose. L’atmosfera è calda e accogliente.

Stiamo programmando una sessione per continuare, in cui i giovani saranno in grado di elaborare le loro esperienze. Non è stata ancora fissata la data. Alcuni dei partecipanti hanno già detto che vorrebbero partecipare al programma del prossimo anno come leader “tra pari”.

Dafna Karta Schwartz (direttrice del Centro Spirituale Pluralistico):

"L’attenzione per tutto il viaggio è stata posta sulla ricerca di luoghi in cui possiamo incontrarci, rispettare l’altro, scoprire modi in cui possiamo arricchirci a vicenda per creare una realtà in cui c’è speranza per ognuno.

Per esempio, la cena dello Shabbat, alla quale hanno partecipato tutti: abbiamo creato un nuovo rituale in cui tutti sono stati invitati ad accendere una candela - ragazzi e ragazze, ebrei e non ebrei; e la benedizione del cibo è stata fatta secondo le diverse tradizioni religiose, in ebraico e in arabo.

Il messaggio è che possiamo osare, possiamo creare strutture in cui le persone possono stare insieme in una situazione di eguaglianza. Ci siamo mossi tra diversi luoghi, tra comunità diverse e abbiamo incontrato persone differenti, ma ogni volta siamo tornati sempre alla stessa domanda: ci siamo chiesti che cosa abbiamo imparato dall’incontro, che cosa possiamo portare con noi per la nostra vita. "

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